Curiosità L'esperta risponde

Nodi nei gomitoli: perché ci sono?

Filato in lana
Scritto da Alice Twain

A influenzare la frequenza dei nodi sono il numero di lavorazioni a cui è sottoposto il filo, le caratteristiche della fibra, la finezza del filato, la torsione. In alcuni casi, poi, la tecnica con cui è prodotto il filo rende più probabili le rotture.

Scrive Viviana: “Ho recentemente comprato alcuni gomitoli di un costoso filato in lana merino, ma in due dei gomitoli ho trovato dei nodi nonostante il filato sia davvero costoso. ora non so cosa fare”.

Salve, Vivana. In un filato è normale che ci siano alcuni nodi. Il filo, nel corso della produzione, si spezza, è un dato di fatto. Può spezzarsi nella prima fase di filatura, nel corso della binatura e ritorcitura, nello stampaggio, nella confezione dei gomitoli. Nessuna fase della produzione è esente da incidenti: anche se non dovrebbe succedere,  comunque possibile che un filo si impigli mentre la matassa o il cono vengono inseriti in una macchina e si spezzi. L’azienda non può far altro che unire i due capi con un piccolo nodo e proseguire nella lavorazione.

Come avvengono le rotture del filo

Filo spezzato unito con un nodo

Filo spezzato unito con un nodo

In genere le aziende hanno dei limiti di tolleranza per quanto riguarda questi incidenti: quando un filo si spezza più volte nel corso della stessa procedura, può essere eliminato. Va però notato come, dato che le procedure sono molte e tutte distinte tra loro, capita che nella stessa sezione di filo, si verifichi una rottura in filatura (nodo 1), un’altra pochi metri oltre in ritorcitura (nodo 2), un’altra appena prima in gomitolatura (nodo 3). Sono 3 nodi tutti nello stesso gomitolo ma che è impossibile controllare, dato che sono avvenuti in momenti diversi della lavorazione e, talvolta, addirittura in aziende diverse (dato che la filatura Pippo può dare alcune delle lavorazioni in outsourcing ad altre aziende o prendere dei semilavorati, curandone solo la tintura e gomitolatura). Quindi, sì, può capitare che anche in un gomitolo pregiato ci siano dei nodi, anche se per certi filati ad alto rezzo i limiti d tolleranza sono più bassi che per i filati più economici.

A influenzare la frequenza dei nodi sono il numero di lavorazioni a cui è sottoposto il filo, le caratteristiche della fibra (più è sottile, morbida e corta più è facile che il filo si spezzi), la finezza del filato, la torsione. In alcuni casi, poi, la tecnica con cui è prodotto il filo rende più probabili le rotture (è il caso di alcuni filati Noro, in cui i cromatismi sono ottenuti alternando manualmente fiocchi di lana tinta in fibra di colore diverso).

Cosa fa la filatura?

Quando l’azienda nota rotture troppo frequenti, come già notato, può decidere di eliminare il filo difettoso. Questo significa a volte eliminare un cono ad esempio da 2 kg perché si sono verificate 3 rotture consecutive nell’arco di poche decine di metri, con una perdita significativa per l’azienda. I filati con troppi nodi finiscono tra le secondo scelte. Queste seconde scelte vengono poi venduti sottoprezzo o negli spacci interni delle filature (in questo caso l’azienda almeno ne ricava il costo delle materie prime) o direttamente agli stocchisti per pochi euro al chilo. Sono alcuni dei filati che troviamo sulle bancarelle a 1 o 2 euro al gomitolo anche se di fibra pregiata.

Unire i due capi del filo

Il metodo splicing unisce i fili in modo indissolubile

Questo però non può essere fatto ogni volta che il filo si spezza: semplicemente, sarebbe un costo non sostenibile per l’azienda. Considerate che prima della gomitolatura (che è la fase finare della produzione) il filato è in rocche da 1 o 2 chili o in bobine ancora più pesanti. Se l’azienda dovesse gettare via l’unità ogni volta che si trova davanti a un nodo, dovrebbe gettare via l’intera rocca per un singolo nodo (equivale a 40 gomitoli da gettare per un nodo presente in un gomitolo). Alla fine probabilmente solo tra il 10 e il 40% del filato arriverebbe alla distribuzione. Per far sì che l’azienda incassi in modo accettabile da questo tipo di produzione, il singolo gomitolo potrebbe arrivare a costare non 5 ma dai 50 ai 100 euro. Un prezzo che renderebbe il filato del tutto invendibile.

Cosa possiamo fare noi?

  1. Per inizare, prima di affrontare il lavoro sgomitoliamo sempre il filo, anche quando lo troviamo già in un bel gomitolo apparentemente pronto da essere lavorato. Questo ci aiuterà a individuare irregolarità del filo, nodi e così via e, quindi, a eliminare queste irregolarità senza che inficino il lavoro.
  2. Quando troviamo un nodo nel filato, consiglio sempre di tagliare il filo e giuntarlo in maniera invisibile (infeltrendo tra loro le due estrmità del filo o lavorando poche maglie con i due capi assieme). Questo garantirà anche una maggiore resistenza del lavoro.
  3. Se i nodi sono troppo frequenti (ma solo nel caso di un filato di prima qualità, non dei filati venduti sottoprezzo dagli stocchisti), potete riportare il filato al rivenditore e chiedere la sostituzione di quel gomitolo. Questo però è fattibile solo se trovate 3-4 nodi nel corso di poche decine di metri, in tutti gli altri casi sono i nodi fisiologicamente presenti nel filato.

L'autrice

Alice Twain

Lavoro a maglia da diversi anni, tengo corsi di livello avanzato e su tecniche peculiari, disegno modelli, sono tra le fondatrici del gruppo stitch and bitch Milano (ci trovate su http://maglia.blogspot.com/). Ho scritto il manuale minimo di maglia "Ai ferri corti", il mio blog personale è http://ferricorti.wordpress.com/.

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