Recensioni di filati

Salice di Tintoria di Quaregna: una merino naturale

Campione di merino lavorato all'uncinetto tunisino a punto bambù
Scritto da Valentina La Masca

Vi presento “Salice”, la merino superwash di Tintoria di Quaregna.

Punto base all'uncinetto tunisino con il filato in merino Salice di Tintoria di Quaregna

Punto base all’uncinetto tunisino con il filato Salice

Qualche settimana fa, girovagando per il web, mi è capitato di leggere qualcosa a proposito della linea Betulla (Tintoria di Quaregna). Da brava yarn addicted smaniavo dalla voglia di uncinettare uno di questi gomitoli e, per una incredibile coincidenza, pochi giorni dopo mi sono trovata davanti ad un intero espositore dei suddetti gomitoli nel mio negozio di filati locale preferito. Inizio dicendo che l’idea di dotare i punti vendita autorizzati di questi espositori in legno con sfilata di gomitoli e relative erbe tintorie è geniale: basta questo colpo d’occhio a far venire voglia di comprare qualcosa. Neanche a dirlo, non ho resistito e ho acquistato al volo due gomitoli! Con uno ho fatto qualche prova in attesa di un progetto vero e proprio che ho in mente per queste bellezze, perciò posso raccontarvi le mie impressioni.

Caratteristiche del filato Salice

A rendere particolare questo filato è il fatto che l’azienda produttrice, l’italiana Tintoria di Quaregna, si è impegnata a creare filati tinti esclusivamente con ingredienti naturali.

Al momento i filati sono due: Salice, lo sport di cui vi parlerò in questo articolo, e Verbena, un bulky che non ho ancora provato.

Da sottolineare che l’azienda ha ottenuto due riconoscimenti importanti, ovvero il marchio Traceability & Fashion che attesta la tracciabilità del prodotto e dei processi che portano alla sua creazione, e il Woolmark – Natural coloration technology, che è stato conferito in esclusiva mondiale all’azienda nel 2010. Quest’ultimo marchio si traduce nell’impegno da parte di Tintoria di Quaregna a non usare sostanze chimiche nella lavorazione dei suoi prodotti.

Vediamo ora in pratica come si presenta questo “Salice”!
Il filato è una lana merino a 5 capi, a mio parere davvero notevole. Al tatto risulta soffice e liscia come ci si aspetta da questo tipo di lana, e non presenta quello strano effetto quasi viscido al tatto che ho riscontrato nelle merino superwash. Non essendo infatti sottoposta al trattamento superwash, ha una buona elasticità che non sconfina nella mollezza tipica delle superwash: è un dettaglio importante, perché in questo modo possiamo apprezzare appieno l’essere naturale del filato. A differenza delle lane superwash, Salice va quindi ovviamente trattata con più delicatezza, seguendo le indicazioni riportate in fascetta (piccola parentesi: la fascetta è veramente molto completa, una delle più dettagliate che mi sia capitato di leggere, quindi con un minimo di attenzione non si può sbagliare).

Campione di merino lavorato all'uncinetto tunisino a punto bambù

Campione a punto bambù

Lavorazione di Salice

Appena preso in mano un capo del gomitolo ho avuto un attimo di scoramento: i 5 capi del filato infatti si sono separati con una facilità allarmante, quindi ho temuto che il lavoro sarebbe stato disastroso. In realtà, una volta avviate le catenelle per il campione non ci sono più stati problemi di questo tipo, dato che anche usando un uncinetto a punta aguzza (e con la mia mano piuttosto stretta) il filo non si è più diviso.

Durante la lavorazione infatti il filato ha conservato la torsione lieve ma non per questo debole che lo caratterizza.

Per i campioni a uncinetto tunisino ho utilizzato un uncinetto da 9 mm, mentre in fascetta sono suggeriti ferri da 4/4,5 mm e uncinetto da 4,5/5 mm. Se non conoscete l’uncinetto tunisino non allarmatevi per questa discrepanza enorme: con il tunisino infatti è normale aumentare il calibro dell’uncinetto di almeno 2-3 misure rispetto a quanto consigliato dalla filatura, poi la mia mano strettina ha fatto il resto e sono arrivata a 9 mm. In ogni caso, ho ottenuto un campione a punto base di 9 x 9 cm (14 punti x 10 giri), mentre quello a punto bambù misura 10 x 9 cm (14 punti x 9 giri).

La scorrevolezza è veramente ottima: la lana è risultata priva di attrito e non troppo scivolosa, quindi il rischio che le maglie cadano dallo strumento durante la lavorazione è contenuto.

La definizione dei punti mi ha colpita: il punto base è risultato molto regolare, compatto ma non rigido, e nel punto traforato restano perfettamente visibili sia gli spazi tra le maglie che i punti in rilievo.

L’unico appunto che mi sento di fare è che durante la realizzazione del punto bambù, che prevede una lavorazione particolare in cui si possono prendere con le dita i gettati per farli passare sopra altre maglie, il filato ha perso un po’ di torsione. Va comunque detto che è stato sottoposto ad uno stress abbastanza anomalo, dal momento che normalmente non si fanno movimenti del genere, infatti nel campione a punto base la torsione è rimasta intatta.
Entrambi i campioni sono morbidi ed elastici, e quello traforato è risultato voluminoso e corposo, quindi il filato ha valorizzato perfettamente il punto.

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Lavaggio e messa in forma

Per lavare i campioni (a mano, come da etichetta) li ho immersi in acqua fredda aggiungendo pochissimo sapone liquido vegetale specifico per lana; terminato l’ammollo ho potuto constatare con piacere che il colore non aveva affatto stinto, perciò sono passata alla fase successiva, ovvero ho risciacquato i miei quadratini, sempre in acqua fredda, sfregandoli delicatamente. Siccome sono incosciente e in più volevo testare appieno il filato, ho deciso di provare a strizzarli con forza (sì, avete letto bene), dopodiché li ho messi entrambi ad asciugare in piano senza spilli né cavi per la messa in forma o altro.

Durante l’asciugatura tutti e due i campioni hanno mantenuto la forma e una volta asciutti sono rimasti perfetti: questa messa in forma delicata ha messo ancora più in risalto i punti, evidenziando sia la regolarità del punto base che le aperture e i rilievi di quello traforato.

Le misure dei campioni sono aumentate leggermente, di circa mezzo cm sia in altezza che in larghezza, quindi se vi trovaste ad usare questo filato per un progetto che necessita di misure ben precise fate un campione, lavatelo e fate i calcoli del caso in base al campione asciutto. È noioso, lo so, ma disfare un intero capo perché vestirebbe comodo ad un armadio quattro stagioni è anche più noioso, per non dire frustrante, no?

Conclusione

Salice non ha deluso le mie aspettative. Il rapporto qualità/prezzo è giusto, cioè il prezzo è piuttosto alto, ma anche la qualità lo è. Se vi piace la lana merino, questo filato non vi deluderà. Qui trovate l’elenco dei rivenditori autorizzati. Se ce n’è uno vicino a voi andate anche solo a godervi i colori e a toccare con mano questa lana: ne vale la pena.

Dati tecnici

Fascetta con i dati tecnici di Salice della Tintoria di Quaregna

Fascetta con i dati tecnici di Salice della Tintoria di Quaregna

Ringraziamo Valentina per la recensione. Potete trovarla sulla sua pagina FB e sui suoi blog: Intessendoantichetrame e il recentissimo Weawingoldenpatterns. Su Ravelry è ValentinaOP.

L'autrice

Valentina La Masca

Appassionata di uncinetto tunisino, da cui non si stacca più e di cui parla e scrive come se non ci fosse un domani, Valentina vive a Cuneo e adora le sue valli e la Liguria di Ponente.
Su Ravelry è ValentinaOP, e la sua pagina su Facebook è OldenPatterns.

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