Filatura Tutorial

Filare a mano: perché ci prendiamo il disturbo? (Parte I)

Scritto da Alice Twain

Con questo post inizia  la collaborazione con Maglia e Uncinetto di Deborah Gray, filatrice e insegnante di filatura che ci aprirà le porte del mondo del fuso e della ruota. Ringraziamo Deborah per i suoi articoli.

Nei trent’anni abbondanti durante i quali mi sono dedicata alla filatura a mano – spesso in pubblico, facendo dimostrazioni durante eventi culturali, fiere dell’artigianato e corsi, mi sono state poste molte variazioni di questa domanda. E non sono certa di avere ancora trovato una buona risposta. O almeno una risposta sintetica!

Una coppia di pecore Shetland, ©Natural-Scotland.blogspot.it

Che noi si lavori a maglia o all’uncinetto, che si tessa o quant’altro, c’è una tale varietà di filati commerciali che non potremmo mai sperare di essere in grado di provarli tutti nel corso dell’esistenza terrena, per cui perché vogliamo spendere del tempo a creare i nostri filati? E filare a mano porta via sicuramente molto tempo, così come porta via tempo imparare a produrre filati di cui essere fieri.
Il senso di realizzazione gioca sicuramente una grossa parte, e se prepariamo anche la fibra da noi stesse possiamo veramente reclamare la maggior parte del credito per il filato prodotto. Ok, anche la pecora e il tosatore hanno la loro parte di merito (o l’alpaca o i bachi da seta…).

Filatoio Ashford traditional ©Deborah Gray

Partendo dalla fibra “cruda” e percorrendo tutte le tappe della preparazione prima di poter iniziare a filare sicuramente consuma ancora più di quel prezioso bene, il tempo, e alcuni filatori non desiderano farlo, ma al contempo ci regala la possibilità di conoscere davvero in modo approfondito la fibra e quindi di modificare le nostre tecniche di preparazione e filatura in modo tale da mettere in luce le caratteristiche che più si attraggono e che sono più adatte al progetto che abbiamo in mente. Tendiamo anche a usare metodi meno aggressivi per pulire le fibre, cosa che può davvero fare una differenza notevole sul filato risultante che assume un aspetto più “vivo”, in un certo senso. Anche se usiamo fibre commerciali già pronte possiamo creare le nostre miscele di fibre diverse, mescolare colori, texture e materiali per creare qualcosa di unico. [Segue.]

Deborah Gray fila a mano fin dalla seconda metà degli anni Settanta e ha iniziato a insegnare filatura nel 1985. Il suo libro Filare a mano: come creare bei filati, un manuale pratico in italiano, è in vendita (direttamente tramite l’autrice) da agosto – è disponibile anche la versione inglese Spinning a good yarn.
Da molto tempo innamorata dell’Italia, visita spesso la penisola inframmezzando vacanza e corsi di filatura. Il prossimo workshop si terrà a Miagliano, presso The Wool School il 19 novembre. Per informazioni sul corso potete scrivere a info@thewoolbox.it.
Per saperne di più sui corsi contattate Debora via mail o visitate il suo blog Perfectweatherforspinningandknitting.blogspot.com.

L'autrice

Alice Twain

Lavoro a maglia da diversi anni, tengo corsi di livello avanzato e su tecniche peculiari, disegno modelli, sono tra le fondatrici del gruppo stitch and bitch Milano (ci trovate su http://maglia.blogspot.com/). Ho scritto il manuale minimo di maglia "Ai ferri corti", il mio blog personale è http://ferricorti.wordpress.com/.

3 commenti

  • Errata corrige. Ci è arrivata segnalazione che la prima delle foto che illustrano l’articolo, giuntaci dall’autrice del testo senza indicazione alcuna e che quindi avevamo erroneamente attribuito a lei, è stata in realtà scattata da Roberta Castiglione. Provvediamo a correggere la didascalia e ci scusiamo con le dirette interessate. Alice Twain per la Redazione.