Recensioni di filati

Lopi: lana dal grande freddo

Scritto da Alice Twain

Léttlopi è un filato leggero e voluminoso ottenuto dando una torsione molto leggera a un sottile nastro di lana cardata.

Due gomitoli di Léttlopi

Due gomitoli di Léttlopi

Lopi in islandense significa semplicemente lana e questa Léttlopi prodotta da Istex è semplicemente lana. Tutta la lana, perché nella produzione della lopi vengono processati insieme sia il sottovello, più morbido e caldo, che i peli di guardia, nelle pecore islandesi meno ispidi e grossi che in altre razze, che danno alla lopi la caratteristica resistenza al vento e alla pioggia.

La lopi islandese può venire processata in diverse maniere, dal semplice nastro di lana non filata (la Plotulopi venduta in “pizze”, delicatissima da lavorare ma resistente e stupenda una volta lavorata), a questa Léttlopi (e a diversi altri pesi di lana pura), a una versione mescolata con una piccola quantità di fibra sintetica che aggiunge alla lopi la reistenza necessaria per le calze. Léttlopi, in particolare, è il filato specifico per la lavorazione dei maglioni Lopapeysa, con il caratteristico sprone multicolore.

Il campione di Léttlopi

Il campione di Léttlopi

Léttlopi è un filato leggero e voluminoso ottenuto dando una torsione molto leggera a un sottile nastro di lana cardata. Il risultato è un filato dall’aspetto fragile, che durante la lavorazione può rompersi con una certa facilità, ma basta accostarne i due capi e “lavorarli” un po’ con le dita facendo aderire le fibre per riunire le due parti. Il filato è un aranweight che può facilmente essere lavorato a una tensione diversa, come se fosse un worsted weight o uno sportweight, tuttavia una lavorazione più morbida permette di ottenere il meglio da questo filato.

Le valutazioni tecniche

Lavorata con un ferro da 4,5 mm a 15 m = 10 cm, Léttlopi infatti produce un tessuto corposo e aereo, leggero come peso ma caldissimo. La leggera pelosità del filato rende il punto di lettura non facilissima, ma comunque ben definita nel traforato. Per contro Léttlopi, poco elastica, non ha una buona resa né nelle coste né nella treccia.

Lavando il campione in acqua con sapone di Marsiglia, più aggressivo dei normali detergenti per la lana, e senza aggiungere alcun tipo di surfattante, si ottiene un leggero infeltrimento che se da un lato rende Léttlopi impossibile da disfare e recuperare, dall’altro la ammorbidisce considerevolmente. Questo leggero infeltrimento prosegue nei lavaggi successivi rendendo il capo progresivamente sempre più morbido (mentre per esempio la lana merino inizia la sua vita morbidissima ma poi tende a diventare sempre meno morbida con l’uso). Sempre questo infeltrimento rende Léttlopi perfetta per lo steeking, mentre la cartella colori pressoché sterminata facilita la creazione di capi coloratissimi,

La fascetta di Léttlopi

La fascetta di Léttlopi (clicca per leggere i dettagli)

Un filato relativamente poco costoso, Léttlopi si vende a circa 4 euro al gomitolo, Léttlopi è un filato con caratteristiche davvero uniche che potreste amare o odiare ma che dovete comunque provare, preferibilmente sospendendo il giudizio almeno fino al secondo o terzo lavaggio per lasciare che la lana assuma le sue caratteristiche finali.

L'autrice

Alice Twain

Lavoro a maglia da diversi anni, tengo corsi di livello avanzato e su tecniche peculiari, disegno modelli, sono tra le fondatrici del gruppo stitch and bitch Milano (ci trovate su http://maglia.blogspot.com/). Ho scritto il manuale minimo di maglia "Ai ferri corti", il mio blog personale è http://ferricorti.wordpress.com/.

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