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Edinburgh Yarn Festival, un riassunto della fiera

La bicicletta di Ysolda usata per lo stand
Scritto da Alice Twain

Per questa Edinburgh Yarn Fair la qualità degli espositori e dei corsi era assonante con le dimensioni della fiera, davvero molto grande oltre che bella.

Vista a volo d'uccello del marketplace (foto di Edinburgh Yarn Festival)

Vista a volo d’uccello del marketplace (foto di Edinburgh Yarn Festival)

La qualità di una fiera, lo diciamo da tempo, non si valuta dalle dimensioni ma dalla qualità degli espositori. Questo è stato vero per le due edizioni di Knit Nation a Londra e per Unwind a Brighton; per questo Edinburgh Yarn Fair, tuttavia, la qualità degli espositori e dei corsi era assonante con le dimensioni della fiera, davvero molto grande oltre che bella. Una sessantina di espositori nella mostra principale, una decina nella piccola sezione Pop up, riservata alle realtà micro, troppo piccole per il marketplace principale, un’offerta di corsi e workshop davvero di primissimo livello.

La bicicletta di Ysolda usata per lo stand

La bicicletta di Ysolda usata per lo stand (foto eastlondonknit.wordpress.com)

L’esposizione principale, oltre naturalmente alle filature, aveva un ampio numero di stand di singoli designer (o gruppi di designer), partendo dall’eroina di casa Ysolda Teague (per l’occasione ancora una volta in compagna del folletto Stephen West), e arrivando a Tin Can Knits, The Crochet Project, Susan Crawford, Fiona Alice e Hélène Magnùsson. Anche i negozi della città erano tutti rappresentati, con l’eccezione di Kathy’s Knits che ha scelto invece di tenere aperto il punto vendita di Broughton sia sabato che domenica per tutto il giorno (e che ovviamente non ci siamo lasciate sfuggire).

L'ingresso alla fiera

L’ingresso alla fiera

Complessivamente le filature erano per lo più nomi noti ai frequentatori delle fiere, ma che siamo state felicissime di ritrovare: Toft Alpaca, Shilasdair (con bellissimi cesti di seconde scelte a metà prezzo), EasyKnits (alla cui Smoke abbiamo rinnovato il nostro amore), John Arbon. Tra le novità, da segnalare Knockando, la più antica filatura e tessitura ancora attiva in Scozia che produce parte dei suoi filati (non disponibili on-line) e tessuti su macchine risalenti all’epoca vittoriana, con effetti nella filatura assolutamente insoliti, Black Bat rare breed wools, con una selezione di filati ottenuti da pecore rare (più un pizzico di alpaca), Whistlebare, The Border Mill, ancora una volta dedito alla filatura dell’alpaca e gli svizzeri di Siidegarte, specialisti della seta. Come sempre, vastissima la messe di tintori e filatori indipendenti, come DublinDye, Dye for Yarn e Spin Pretty. Degno di menzione tra gli espositori anche il Knitting Gift Shop, che ha scelto di specializzarsi in oggettistica da regalo per il lavoro a maglia o all’uncinetto. Ovviamente, poi, forte la presenza scozzese, da già citati Shilasdair e Knockando vanno citati anche Jamieson’s e lo stand informativo della Shetland Woolweek.

L’appuntamento con la fiera di Edimburgo sarà probabilmente fra due anni, cioè per la primavera 2017. Per il prossimo anno speriamo in una seconda edizione di Unwind Brighton mentre per quest’autunno guardiamo con una certa curiosità ai preparativi dello Swiss Wulle Festival di ottobre a Zug.

Le foto della fiera pubblicate su Instagram

L'autrice

Alice Twain

Lavoro a maglia da diversi anni, tengo corsi di livello avanzato e su tecniche peculiari, disegno modelli, sono tra le fondatrici del gruppo stitch and bitch Milano (ci trovate su http://maglia.blogspot.com/). Ho scritto il manuale minimo di maglia "Ai ferri corti", il mio blog personale è http://ferricorti.wordpress.com/.

2 commenti

  • […] privata quest’anno si è chiamata Edinburgh Yarn Festival. Non sto a farvela lunga, il riassunto delle cose che ho visto lo trovate qui, su Maglia-uncinetto.it. poi, oltre alla fiera, dovrei raccontarvi di Kathy’s Knits, di […]

  • […] Al Festival ho anche rivisto Hélène Magnusson, autrice di un interessantissimo libro che coniuga schemi ispirati alla tradizione islandese e ricette di cucina e folklore della terra dei vulcani dal nome impronunciabile. Hélène, che mi ha insegnato in un workshop la tipica diminuzione orientata a sinistra che solo gli Islandesi conoscono, ha cominciato da due anni a produrre i suoi filati , ed organizza regolarmente dei soggiorni estivi in cui si sferruzza facendo trekking tra i geyser.E se volete un’altra versione della storia, andate qua. […]