Curiosità Post senza gomitolo

Pesce d’aprile! Gomitolomanzia: l’inutilità del campione!

Scritto da Veruska

All’inizio, quando ce ne hanno parlato, abbiamo pensato che fosse una cosa da “pancine di distruggere”, una di quelle superstizioni senza alcun fondamento.
E invece, le due anime più razionali e scettiche della redazione, due San Tommaso se mai ce ne sono state, Alice Twain e la sottoscritta, si sono dovute ricredere.
È tutto vero!!

Sicuramente, chi tra voi ha appreso a fare la maglia e l’uncinetto dalle mamme o dalle nonne (o dai nonni), sa di che cosa sto parlando: dell’antica arte della gomitolomanzia, e ride di gusto ogni volta che parliamo di campioni, lavaggi, misurazioni, prove…

La gomitolomanzia, per noi che abbiamo imparato tutto dal web, è uno dei segreti più nascosti e ci è stato rivelato da una fonte anonima del deep web, che ha deciso che era giunto il momento di aprire il velo di Maya della maglia.

Purtroppo, con la scusa del “processo scientifico” e della razionalità, la voce della verità è stata messa a tacere, derisa, e la convinzione che la gomitolomanzia fosse vera quanto la possessione demoniaca si è diffusa, costringendo chi praticava questa antica arte a nascondersi, per evitare il dileggio e la pubblica gogna.

gomitolomanzia

Cosa è la gomitolomanzia?

La gomitolomanzia si basa su quello che potremmo vagamente definire un processo di risonanza: vediamolo in dettaglio.

  • Scegliete il gomitolo con quale volete eseguire un progetto. Non scegliete razionalmente, pensando “questa fibra è troppo pesante, questo filato fantasia è troppo difficile da lavorare“, dovete seguire il vostro istinto.

All’inizio sarà molto difficile, dopo anni e anni di letture su come scegliere il filato perfetto per il progetto, dopo aver sempre acquistato quello suggerito nei vari modelli, dovrete concentrarvi e tornare al vostro fanciullino interiore, quando era tutto nuovo e colorato e acquistavate i gomitoli perché vi chiamavano, vi piacevano, ne sentivate la voce.

Tutti quei primi acquisti che poi avete gettato perché avete poi capito che erano sbagliati? In realtà erano acquisti che il vostro inconscio sapeva essere giusti.

Tornate con la mente ad allora, e scegliete così il vostro gomitolo!

gomitolomanzia

  • Ora mantenete la mente libera, restate concentrate, centrate e in uno stato di calma interiore, e poggiate il gomitolo sulla testa.

Tenderà a cadere, questo vuol dire che non avete ancora raggiunto la vostra parte più profonda.
Non vi innervosite, recuperate il gomitolo e ricominciate. Probabilmente ci vorranno diversi tentativi, prendetevi il vostro tempo ed eseguite questo rituale quando avete del tempo da dedicarvi, sapendo che nessuno vi disturberà. Assumete una posizione comoda, quella che preferite.

Chi pratica yoga e/o pratiche meditative di vario tipo, avrà di certo meno difficoltà.

  • Lasciate il gomitolo sulla testa.

Nell’antichità, per favorire il processo veniva praticata la tonsura (questo ovviamente ci fa comprendere a cosa davvero servisse nei monaci: grazie alla capacità di concentrazione e di entrare in contatto col proprio io interiore che acquisivano con la preghiera, la gomitolomanzia aveva raggiunto, durante il basso medioevo, l’apice).

Ora, durante questa meditazione, di cui potete vedere le testimonianze fotografiche, le fibre del gomitolo entreranno in contatto con i vostri capelli, col vostro cuoio capelluto e infine le nanovibrazioni del micronaggio arriveranno all’ippocampo, la parte più antica del cervello.

Di nuovo, ci vorrà un po’, non scoraggiatevi se ai primi tentativi non succederà nulla.

Come potete vedere nella foto di apertura, dopo diverse settimane di pratica, la collega Alice Twain è riuscita a ottenere lo stato di illuminazione gomitolomantica anche in piedi, al centro di un negozio in una via trafficata.

Ora, nel momento dell’illuminazione, capirete perché le nonne facevano maglioni senza campioni, lavaggi e prove e venivano sempre perfetti: con questa pratica, erano le fibre a comunicare a loro direttamente tutto quanto necessario, tramite la penetrazione osmotica della barriera meningea!

Quante maglie montare o catenelle eseguire, il numero dei ferri o dell’uncinetto, quando diminuire, aumentare… tutto era loro immediatamente chiaro! Perdere tempo e buttare denaro e filato al solo fine di fare un campione, perché farlo?

Basterà apprendere questa tecnica di meditazione passiva, durante la quale dovrete solo fare il vuoto nella vostra mente e lasciare che le nanovibrazioni delle fibre si trasmettano al vostro cervello.

Io l’ho fatto, Alice l’ha fatto e presto pubblicheremo un’abiura a tutto quanto abbiamo scritto fin’ora. La verità è là fuori ed è stata svelata.

Apprendetela, divulgatela, lottate contro l’industria tessile che ci tiene all’oscuro al fine di venderci sempre un gomitolo in più per i campioni e i gomitoli sbagliati per i nostri progetti. Il complotto è stato svelato, siate free fiber!

 

L'autrice

Veruska

Veruska è una redattrice, una designer internazionale di modelli per uncinetto e una insegnante (talora di uncinetto, talora universitaria). I suoi lavori le succhiano la vita, le va benissimo così. Su Ravelry è sempre Veruska.

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