Post senza gomitolo

I veri costi di un pattern di maglia o uncinetto

Scritto da Sara Maternini

I veri costi (spesso nascosti) di un pattern di maglia o uncinetto. E del perché non sono gratis.

In questo post vorremmo parlarvi dei veri costi (spesso nascosti) di un pattern di maglia o uncinetto. E del perché non sono gratis.

Spesso online e offline capita di partecipare a discorsi vari su quanto costano gli schemi della maglia, che una volta erano tutti gratis con il catalogo della lana (ma erano quasi tutti imprecisi e spiegati malissimo).

Il mondo è pieno di schemi gratuiti. Attenzione, non quelli piratati o tradotti senza permesso: no. Proprio schemi che vengono creati e commercializzati come gratuiti.

Ce ne sono di stupendi, ben spiegati, chiari. Ce ne sono di infimi.

Poi ci sono migliaia di schemi a pagamento. Anche questi possono essere chiari, ben spiegati, declinati in mille taglie. O infimi, scritti male, con una taglia che “va bene per tutti”.

Negli ultimi anni il discorso sul costo degli schemi si ripresenta periodicamente. E negli anni i costi cambiano, evolvono. Ogni anno vediamo anche il costo degli schemi aumentare.

Ed è per questo che vorremmo parlarvi di quali sono i veri costi di un pattern di maglia o uncinetto. E del perché non sono gratis.

Ciao, sono Sara Maternini, una designer di schemi di maglia mediamente sconosciuta.

I miei schemi, che sono principalmente accessori (cappelli, colli, scialli), costano tra i 5.50€ e i 7.50€ + IVA, perciò il prezzo finale che pagate è tra i 6.60€ e i 9€. L’IVA è applicata in base al paese dove risiedete.

Ho iniziato nel 2015 da autodidatta, dopo aver ripreso a lavorare a maglia nel 2009.

Dal 2009 ho iniziato a ingrandire la mia biblioteca di maglia, da libri su avvi e chiusure, a quelli sui differenti aumenti o diminuzioni, a quelli di schemi, di top-down, a pezzi, in tondo, fair isle, pizzo delle Shetland, ai libri sulle diverse specie di pecore o i differenti tipi di fibra…

Insomma, ho studiato, ho lavorato a maglia, ho sperimentato.

Nel 2018 e 2019 i miei schemi sono stati anche pubblicati in differenti periodici e libri di maglia.

Questo post mette in luce molto schiettamente alcuni costi nascosti agli occhi del cliente finale. Vi parlerò di soldi, cifre vere e non stime.

Quello che farò è un esempio concreto dei costi nascosti di uno schema: il mio ultimo scialle, Sapore di Sale.

Lo scialle Sapore di Sale

Lo scialle Sapore di Sale

Lo schema dello scialle costa 9 € (7.50€ + IVA).

Per creare questo schema ho sostenuto dei costi vivi e dei costi collaterali che in qualche modo dovrei ammortizzare (non pubblico schemi per beneficenza).

Costi vivi:

  • la lana: per realizzare i due modelli (uno con due matasse e uno con una) ho usato 3 matasse tinte a mano di lana fingering (1200 metri in totale), che costano più o meno 60€ in totale. 
  • la tech editor: lo schema è piuttosto semplice, ma complesso da scrivere. Tutti i miei schemi sono pubblicati dopo le correzioni di una professionista, specializzato/a nella maglia. Ne ho scritte svariate versioni. La tech editor ha lavorato svariate ore, e la fattura finale era di 143€
  • il test: per testare i miei pattern ho scelto di usare una piattaforma, Yarnpond, per gestire i miei test. Ogni test che lancio costa 5€. Non tutti i miei pattern vengono testati. 

Totale costi vivi: 208€.

Costi collaterali:

  • studio e ricerca per trovare il pizzo adatto allo schema e alla lana e per far sì che tutto abbia l’apparenza di funzionare per i metri di filato che voglio utilizzare.10 ore
  • modificare lo schema di pizzo di base. 4 ore
  • realizzare il grafico e scrivere le istruzioni. 2 ore
  • lavorare i due prototipi, uno con due matasse, 800 metri, e uno con 1 matassa, 400 metri. 60 ore
  • scrivere lo schema in un formato comprensibile e riproducibile in 2 taglie. 15 ore
  • correggere lo schema dopo le revisioni della tech editor e delle testers. 5 ore
  • creare la scheda Ravelry. 1 ora
  • svariate sedute fotografiche, più la post produzione di tutte le foto. 8 ore
  • creare e seguire il test con 6 testers differenti. 20 ore
  • traduzione in francese e italiano. 6 ore
  • promozione su vari canali. 10 ore

Totale: 141 ore

Il salario minimo orario in italiano è stabilito a 9.35€ all’ora, per un totale di 1318,35€.

Nota: il calcolo delle ore non comprende quelle che, per esempio, ci sono per realizzare lo schema di un maglione in 6 taglie. La mia esperienza nel campo è ancora relativamente piccola, ma direi che a occhio e croce, calcolando il tempo che sto impiegando per progettare un mio prossimo maglione, bisogna aggiungere tra le 50 e le 80 ore di lavoro per far funzionare i numeri di tutte le taglie.

Costi totali: 208€ + 1318.45€ = 1526,35€

Costi non inclusi: l’ammortamento di tutto il materiale che utilizzo:

      • i ferri. Ho svariati set, con cavi di svariate lunghezze e quasi tutte le punte in doppio. Non lavoro mai un solo progetto alla volta, perciò ho bisogno, per esempio, di almeno due set di punte da 3,75mm e svariati cavi di svariate lunghezze
      • il computer
      • la macchina fotografica
      • il treppiede
      • il software per realizzare le griglie (uso Stitchmastery)
      • i dizionari di punti vari (ne ho almeno una decina)
      • i tappeti per bloccare, con relativi spilli specifici e set di cavi
      • l’atelier in affitto (e che uso principalmente per produrre le borse porta lavoro che vendo, ma anche come magazzino per la lana e i libri, nonché come set per la maggior parte delle foto). Insieme all’affitto dell’atelier vengono anche la fattura dell’elettricità e della connessione wifi.

Il pattern costa 7.50€ + IVA.

L’IVA non la vedo, perciò quello che dovrei ricevere è 7.50€.

Tolte le commissioni Ravelry e Paypal, per ogni copia venduta rimangono 5€.

Pago le tasse in Francia (vivo in Francia ed è qui che ho creato la mia mini azienda, La Cave à Laine): 22% del fatturato.

5€ – 22%= 3.90€

Cifra netta che ricevo per ogni copia venduta: 3.90€

Per rientrare dei costi che ho sostenuto, direttamente o indirettamente, per realizzare Sapore di sale, dovrei vendere 390 copie. Dalla vendita 391 inizio a guadagnare.

A oggi, 3 mesi dopo la sua pubblicazione, ho venduto 4 copie.

Di queste 4 copie, nessuna a prezzo pieno, ma tutte scontate, riducendo il mio introito a 6€ in totale, netti.

Messo così vi chiederete (e onestamente mi chiedo pure io): perché pubblico schemi?

La risposta richiederebbe un post a parte, ma per farla corta, pubblico schemi perché mi piace, mi rende felice, mi appassiona. Ma non per questo li pubblico gratis!

Ammetto che questo scialle, nel quale credo molto e che trovo super interessante sia come costruzione, pizzo e vestibilità, è uno dei miei fiaschi più grossi!

Lo scialle Sapore di Sale

Lo scialle Sapore di Sale

Le tester che l’hanno realizzato erano entusiaste per la chiarezza delle spiegazioni, la loro precisione e per il risultato finale.

Ma a quanto pare ho perso qualche pezzo chissà dove.

Non l’ho promosso abbastanza? Forse. Mi sembra sempre di essere troppo invadente nel promuovere i miei schemi, perciò mi limito fortemente.

Ho anche un seguito decisamente limitato, perciò anche quello incide.

O forse le foto non sono sufficientemente evocative.

Le foto le ha fatte mio marito (che insomma, non è che sia sto gran fotografo) e la modella sono io, e non sono una trentenne bionda e magra. E decisamente nella società attuale anche quello incide. Magari non ce ne rendiamo conto, ma incide.

Non ho i capelli viola e sono una mamma medio borghese: nel mondo della maglia è peggio che essere grassottella!

I fattori di un fiasco di uno schema possono essere molteplici e, alle volte, misteriosi.

Ovviamente questo scialle non è né il mio primo schema, né l’unico che ho pubblicato. Perciò rientra all’interno di un ecosistema più grande fatto, al momento, di 39 schemi diversi.

Nel 2020, per la vendita dei miei schemi, ho fatturato meno di 1000€.

Nel 2019 avevo fatturato meno di 400€.

Fatturato, perciò senza contare i costi vivi, le tasse e le commissioni varie.

Spero che questo post possa aiutarvi a comprendere meglio perché gli schemi di maglia e uncinetto non sono sempre gratuiti, ma hanno un prezzo e perché questo prezzo, che alle volte sembra “alto”, è in realtà bassissimo.

Sono felice di rispondere a tutti i vostri commenti o se avete dubbi!

L'autrice

Sara Maternini

Il mio primo lavoro, a 10 anni, una coperta fatta di tanti quadrati. Poi più nulla, fino al 2009, quando incinta, per sconfiggere l'insonnia, ho ripreso in mano i ferri e non ho più smesso!
Nel 2014 ho creato La Cave à Laine.

2 commenti

  • Molto interessante!! Un pochino scoraggiante per chi pensa di buttarsi a scrivere pattern 🙂 domanda onesta da super principiante: le fasi di tech editing e foto di un certo tipo sono così essenziali?

    • Direi che sono due parti FONDAMENTALI e che non puoi saltare! Il tech editing assicura che il tuo schema sia corretto, che i tuoi conti siano corretti e che sia chiaro e comprensibile. Le foto sono l’unica cosa che fa capire a un possibile acquirente cosa sta per realizzare, dunque importantissime!
      Non scoraggiarti: se ti piace, se ti rende felice, sarà comunque una soddisfazione, anche se non ci si guadagna niente 🙂

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