Accessori Curiosità

Portacandele a maglia e uncinetto per il Solstizio

Cup of Light Rosemary (Romi) Hill portacandele
Portacandele a maglia e uncinetto: è possibile realizzarli?

Ebbene sì, si può fare (cit.)! E in vista del Solstizio d’Inverno, che segna il graduale ritorno della luce nelle nostre giornate, può essere carino creare dei piccoli portacandele. Le candele hanno un ruolo centrale nelle lunghe notti d’inverno. Anticamente, tra le popolazioni celtiche e nordiche, l’anno era diviso in due parti, quella calda e quella fredda. Durante la parte fredda dell’anno, che a seconda della latitudine durava di più o di meno, ed era più o meno severa, gli antichi popoli cercavano di propiziare il ritorno del Sole. Questo era simboleggiato in terra dal fuoco, che veniva sempre accudito come sacro nelle case. Pensate, d’altra parte, che cosa poteva comportare la perdita del fuoco, specie in inverno, in epoche in cui non c’era riscaldamento. Oltre a custodire il fuoco, con differenze a seconda delle zone e delle tradizioni, si celebravano rituali per incoraggiare il Sole a tornare a splendere più a lungo in cielo.

Lys Candle Holder di MillaMia Swedenportacandele

Lys Candle Holder di MillaMia Sweden

Un residuo di queste usanze lo possiamo ritrovare nella Väntljusstaken.

Väntljusta-che? Väntljusstaken è una parola svedese che indica un’usanza sopravvissuta in Svezia fino ai giorni nostri. Il termine è composto da due parole separate, vänt e ljusstake (-n funge da articolo “il/la”). Ljusstake significa “candeliere”. Vänt è un gioco di parole tra il verbo vänta (“aspettare”), e dunque “attesa”, e il passato del verbo att vända (“ruotare”), dunque significa anche “ruotato”. Questo verbo rimanda alla parola svedese solvända (“il ruotare del Sole”), che indica il Solstizio. Si può dire dunque Vi firar vänt tills det har vänt, ovvero “Celebriamo l’attesa del Sole finché questo non ruota”, ovvero fino al Solstizio, appunto.* Grazie al web, questa usanza ha superato i confini svedesi e si sta diffondendo sempre di più, specie tra chi segue una spiritualità incentrata sulle Vie del Nord, ma non solo. Viaggiando, è stata ribattezzata in inglese Sunwait, e in italiano Elena della Casa della Dea ed io l’abbiamo resa come Attesa del Sole.

Quindi, in pratica, di che cosa si tratta?

L’Attesa del Sole è una sorta di calendario dell’avvento incentrato su credenze più antiche. Si tratta di una tradizione che lascia i partecipanti molto liberi, ma a grandi linee servono 6 candele, altrettanti portacandele (o uno grande), e il desiderio di meditare sul significato della luce nel buio dell’inverno. Si possono incidere delle rune sulle candele, le prime 6 dell’antico Futhark o altre a piacimento, oppure lasciarle nude. Molte persone iniziano ad accendere la prima candela 6 settimane prima del Solstizio, di giovedì. La scelta del giovedì non è casuale: è un rimando all’usanza del Torshelg (“la venerazione di Thor”), ovvero la tradizione, viva fino al XIX secolo, di invitare in casa Thor e Frigga nelle notti di giovedì. Il giovedì è giorno sacro a Thor, e troviamo un indizio di questo nell’inglese Thursday (anglosassone þunresdæg, inglese medio Thuresday, derivato dal norreno Þórsdagr), “Thor’s Day”, il giorno di Thor, appunto. Il rituale consiste nell’accendere 1 candela il primo giovedì, 2 candele il secondo, 3 il terzo e così via, fino ad averne 6 accese per il Solstizio. Per ogni candela si può fare una piccola meditazione, legata alle rune se ne sentiamo il richiamo, o legata al nostro sentire.

Candle Holder "Christmas Shining Star" di Lyubava portacandele

Candle Holder “Christmas Shining Star” di Lyubava

Perché vi parlo ora di questa tradizione, dato che mancano meno di 6 settimane al Solstizio?

Innanzitutto perché sono rimbambita e non ci ho pensato prima. Poi perché in realtà ci sono molte persone che iniziano la veglia 6 giorni prima del Solstizio. Quindi ho pensato che chi volesse unirsi è ancora tranquillamente in tempo, in quest’ottica. Inoltre, i portacandele potranno essere riutilizzati negli anni a venire, diventando a loro volta parte della tradizione. Oggi diamo per scontati il calore e la luce, ma un tempo non era così. Ritagliarsi un momento per riflettere su questo, e per allinearsi alle energie della stagione, porta effetti anche molto potenti. Provare per credere! Creare da noi i portacandele ci aiuta ad essere più consapevoli e partecipi della ritualità, e la maglia e l’uncinetto sono ottimi strumenti in questo senso.

Ecco allora per voi alcuni modelli di portacandele!
  • Candle Holder “Christmas Red Star” di Lyubava: piccolo portacandele ad uncinetto per tealight, composto da una stella a 7 punte. Disponibile gratis con pubblicità sul sito della designer, oppure a pagamento in pdf.
  • Lys Candle Holder di MillaMia Sweden: per immergersi nelle atmosfere del Nord, niente di meglio di un delicato motivo stile Fair Isle, possibilmente in colori freddi. Copertura per bicchieri portacandele, quindi adatto anche a candele di dimensioni più grandi.
  • Poinsettia Candleholder and Candle di Sally V. George: se non potete rinunciare alle stelle di Natale ma non avete il pollice verde, ecco il portacandele che fa per voi. Da realizzare ad uncinetto, gratuito, e con inclusa candela (sempre a uncinetto).
  • Cup of Light di Rosemary (Romi) Hill: preferite usare i lumini a led? Nessuna paura! Ci sono tante persone che li utilizzano per l’Attesa del Sole! E questi delicatissimi portacandele ai ferri sono pensati proprio per questo genere di “candela”.
  • Candle Holder “Christmas Shining Star” di Lyubava: semplice stella a 5 punte ad uncinetto, sempre pensata per tealight. Disponibile sia in versione gratuita con ad, che in pdf a pagamento.
    Cup of Light di Rosemary (Romi) Hill portacandele

    Cup of Light di Rosemary (Romi) Hill

Realizzerete qualcuno di questi portacandele? Nel caso, ricordate di caricare il progetto su Ravelry!

Vi interessa saperne di più sulla Väntljusstaken? Date un’occhiata su Gifts of the Wyrd e Heathen Hof!

*Da The origin of Väntljusstaken / Sunwait candles

L'autrice

Valentina Pontolillo

Dall'uncinetto tunisino alla maglia, senza trascurare il caro vecchio uncinetto. Valentina vive a Cuneo, adora le sue valli e la Liguria di Ponente, e cerca di coniugare al meglio le sue passioni.

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