Accessori Curiosità

Tassonomia dei cappellini a maglia e all’uncinetto

Claude Monet, autoritratto con basco
Scritto da Veruska

Spesso, cercando cappellini, noto che la conoscenza della tassonomia dei copricapo è piuttosto confusa. Per questo ho pensato di riportare una piccola nomenclatura ragionata dei vari tipi di cappello che più comunemente si eseguono a maglia e all’uncinetto.

Claude Monet, autoritratto con basco

Claude Monet, autoritratto con basco

Basco (beret): il tipico cappello che associamo allo stereotipo del pittore francese. Il diametro del basco è molto più ampio di quello della testa.

Calotta (beanie): il più semplice dei cappelli, all’uncinetto aumentiamo in tondo fino a raggiungere le dimensioni della corona e poi lavoriamo mantenendo lo stesso numero di punti.

Cappello da aviatore (aviator hat): è un cappello con paraorecchie e visiera ripiegata, foderato di pelliccia o vello di pecora.

Cappello floscio o a cencio (slouch): è un cappello molto alto, che viene portato spinto indietro sulla testa.

chullo, foto CC di Nazareth Berlanga

Chullo, foto ©Nazareth Berlanga

Chullo: copricapo tipico del sud America, molto alto e con paraorecchie, spesso lavorato a più colori.


Cloche: è una calotta con una piccola tesa, tipico della moda femminile degli anni ’20.

Cuffia portuale (watch cap): un’altra variazione della calotta, ma più lunga, con la tesa ripiegata.

Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany's

Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany's

Pamela: il cappello immortalato da Audrey Hepburn, ha una grossa tesa. Difficile da realizzare a maglia e all’uncinetto, se non inamidandola ferocemente.

Gloria Swanson ne Il Viale del tramonto

Gloria Swanson ne Il Viale del tramonto

Turbante (turban hat): ricordate Gloria Swanson ne Il viale del tramonto? Vale la pena farne uno solo per immaginarci, sempre e comunque, gloriose dive di un’era finita.

Sherlock Holmes e il suo Deerstalker, copyright BBC

Sherlock Holmes e il suo Deerstalker, copyright BBC

Sherlock Holmes (deerstalker): no, ok? No e basta.

L'autrice

Veruska

Veruska è una redattrice, una designer internazionale di modelli per uncinetto e una insegnante (talora di uncinetto, talora universitaria). I suoi lavori le succhiano la vita, le va benissimo così. Su Ravelry è sempre Veruska.

6 commenti

  • Grazie! è tanto che mi dibattevo in questo argomento… Allora hat è il termine generico per cappello? e tam cosa significa esattamente? e bonnet? anche se su Ravelry ho visto che spesso vengono chiamati con nomi indifferenti i vari modelli…

    • Esatto, hat è il nome generico per cappello. “Tam” sta per basco ed è un termine alternativo per beret. Anzi, tecnicamente beret è il basco marsigliese un po’ floscio e tam (o tam ‘o shanter) è il basco irlandese. Anche il basco scozzese è chiamato tam. Bonnet sta per cuffia, ovverosia un cappellino che copre la sommità del capo, le orecchie e la nuca e legato (o abbottonato) sotto al mento.

  • grazieeeee, grazie di cuore. ci voleva una guida per districarsi nel meandri dei termini che noi chiamiamo genericamente “cappello”

  • Lo Sherlock Holmes sta male a chiunque, perché soffrire facendosene uno? 😛