Se hai fatto un giro per vetrine, negozi e grandi magazzini, avrai probabilmente notato maglioni con sprone tondo coloratissimi, con motivi sullo sprone, i polsi, e il bordo inferiore. Si tratta di (finti) lopapeysa, cioè maglioni islandesi, e quest’inverno sono molto di moda!
I lopapeysa sono i classici maglioni islandesi. Uno stile nato degli anni Cinquanta per creare souvenir unici per i turisti che visitavano l’isola vulcanica tra Europa e America. Sono capi che si lavorano tutti in un pezzo, con i ferri circolari, a scelta dal basso o dall’alto. I lopapeysa tradizionali presentano prevalentemente motivi a zig-zag e a rombi che ricordano sia i capi Fair Isle che i bohus svedesi. Il risultato sono capi caldissimi, in cui la lavorazione a colori aggiunge spessore alle spalle e al petto (dove più serve), ma anche leggeri perché lavorati con un filato particolare.
Si tratta della Lopi, la lana del grande freddo. Il filato è realizzato con la lana delle pecore islandesi, animali di piccole dimensioni ed estremamente rustici, che a primavera vengono raccolti, fatti saltare in aqua per rimuovere l’eccesso di sporco dal loro vello, tosati e la lana conferita a Istex, l’azienda nazionale che si occupa di lavorare questa lana. Lopi produce soprattutto filati da lana in cui è ancora presente il vello esterno, più ispido, che rende la lana ruvida, ma anche leggera e impermeabile. Ovviamente, i maglioni commerciali sono lavorati con altri filati (talvolta addirittura sintetici)!
Lavora il tuo maglione islandese
Ora che hai visto questi maglioni nei negozi e che hai scoperto cosa sono, non ti è venuta voglia di lavorare il tuo simil-lopapeysa personalizzato? Su Ravelry trovi quasi 1500 modelli di maglione in stile islandese, alcuni classici e altri invece innovativi. Per esempio, Zweig di Caitlin Hunter ha la forma e lo stile caratterstico di questi maglioni, ma è lavorato in un filato molto più sottile e morbido e ha lo sprone con motivi traforati anziché a due colori. Il Red Lantern Sweater di Hanxiao Zhou unisce lo stile noridico con allusioni alla cultura cinese. Riddari di Védís Jónsdóttir è invece un maglione maschile tradizionalissimo. Tra i designer specializzati in questo stile c’è anche un’italo-polacca: Jigsknits (aka Katarzyna Plachta), dal cui sito è anche possibile acquistare capi fati a mano.

Se preferisci approcciare questo stile basandoti su un libro, allora ce ne sono due perfetti per te. Icelandic Knits è una raccolta di 8 modelli creati da designer finlandesi, tutti con un elemento distintivo che li differenzia dai lopapeysa classici. Lopapeysa: A Knitter’s Guide to Iceland invece è un libro singolare: si tratta di una guida di viaggio in Islanda sulla via della lana con interviste agli artigiani, pastori, e operai che creano il filato e lo trasformano in capi finiti, completo di 12 modelli da lavorare.
Per quanto riguarda il filato da usare, noi consigliamo di sperimentare con le lane islandesi, per esempio Lettlopi che puoi acquistare da diversi rivenditori italiani. Si tratta però di filati particolari, rustici e non adatti ad essere indossati a pelle. Molto lontani quindi dalle lane merino supermorbide amate in Italia. Ma se preferisci qualcosa di meno particolare, qualsiasi filato non trattato contro l’infeltrimento che si possa lavorare a circa 16 maglie su 10 cm può andare bene.




