Tutorial

Bloccare i lavori bagnati

Le foto di quest'articolo sono di Gemmaj1981
Scritto da Veruska
Le foto di quest'articolo sono di Gemmaj1981

Le foto di quest’articolo sono di Gemmaj1986, la trovate su Ravelry.com

Si lava, innanzituto, il capo (dato che i gomitoli sono comunque stati in giro, lavarli, specie per accessori che vanno vicino al viso o vengono indossati da bambini, mi pare saggio). Lavatelo come avete lavato il campione. Non strizzatelo torcendo, ma stringendolo tra i pugni, in modo da non rovinarlo, specialmente se è pizzo. Dopodiché, solitamente si consiglia di arrotolare il capo ben steso in un asciugamani e camminarci sopra, per rimuovere larga parte dell’acqua. A questo punto, se si tratta di un cappellino e volete dargli la tipica forma da berretto francese, stendetelo intorno a un piatto, come in questa foto dal blog di Tabitah’s Heart. Altrimenti, mettetelo a riposare su una ciotola o un’altra superficie convessa. Se volete mettere in forma dei guantini senza dita, ritagliate due rettangoli di cartone robusto secondo le dimensioni desiderate, avvolgeteli ciascuno in un sacchetto di plastica e poi infilateli nei due cilindri a maglia.

Arriviamo ora a progetti più complessi, come gli scialli e le sciarpe. Per mettere in forma questi e altri lavori di una certa dimensione avrete bisogno di una superficie piana non deformabile; spilli antiruggine (altrimenti si macchierà il lavoro) cavetti di plastica o metallo, sempre antiruggine (li vendono, costosissimi, come blocking wires, ma io consiglio di passare da un buon ferramenta o fai-da-te e acquistarne, di pari qualità, a un prezzo nettamente inferiore), o del filato resistente; un metro o una superficie quadrettata come la tipica tovaglia a scacchi, che vi permetterà di controllare meglio la regolarità della forma da dare al lavoro.

Foto di Gemmaj1986, la sciarpa da bloccare, distesa su una superficie piana

Foto di Gemmaj1986, la sciarpa da bloccare, distesa su una superficie piana

In merito alla superficie piana, se vivete in climi asciutti ed è estate, di solito potete usare il letto: copritene la parte che vi serve con un asciugamano e spillate là il vostro lavoro, sarà asciutto in tempo per andare a dormire. In caso contrario, viene consigliato l’acquisto e l’uso di tappetini da ginnastica (come quelli da yoga, che si possono poi arrotolare e riporre), o di quei blocchi di plastica che si incastrano a puzzle e di solito si regalano ai bambini per giocare. Terminato il bloccaggio, potete separare i vari blocchi e riporli fino all’utilizzo successivo. Per progetti piccoli, va benissimo anche un cartone della pizza. Scelta la superficie, dopo averla coperta con asciugamani o, appunto, della tela a quadretti, procederete alla messa in forma vera e propria.

Vediamo le foto di gemmaj1986, per capire come procedere da questo punto in poi. Distendete il capo umido sulla superficie prescelta e iniziate a dargli forma con le mani. A questo punto, puntate uno spillo a ogni angolo, cercando di dargli una forma regolare (probabilmente dovrete comunque fare degli aggiustamenti in corso d’opera; non scoraggiatevi, è normale). Proseguite il lavoro, puntando uno spillo ogni pochi centimetri e, nel caso di scialli di pizzo con delle punte, sagomando ogni punta con gli spilli necessari. Verificate col metro (o guardando la superficie a quadretti), che il lavoro rimanga regolare e non si allarghi o restringa dove non deve. Se possibile, per facilitare il processo, fate passare i cavetti o filati di cui sopra (controllate che non stingano, o potrebbero macchiare il vostro lavoro), lungo i lati del lavoro, come vedete nelle foto di gemmaj1986, questo vi permetterà di mettere meno spilli e di avere, comunque, un margine molto regolare.

 Foto di Gemmaj1986, sciarpa durante il bloccaggio, fermata con spilli e cavetti


Foto di Gemmaj1986, sciarpa durante il bloccaggio, fermata con spilli e cavetti

Le coperte spesso vengono fatte con moduli, o piastrelle, come la classica Old America. In questo caso, si mettono in forma prima le piastrelle singolarmente, poi si cuciono insieme. Il risultato risulterà più preciso che se si fossero prima cucite le piastrelle e poi si fosse bloccata la coperta intera (e su che superficie, poi?) Un videotutorial su come mettere in forma i moduli si trova qui (è in inglese, ma azzerando l’audio si capisce benissimo lo stesso). Nel video, il quadratino viene bagnato durante la messa in forma, non prima. Questo metodo non prevede il lavaggio del capo. I maglioni a pezzi si mettono prima in forma e poi si cuciono, come si può vedere in questa foto,
mentre i maglioni lavorati in un pezzo unico si mettono in forma usando spille e cavetti, proprio come nel caso delle sciarpe, degli scialli o dei moduli.
Vi consiglio di guardare il lungo e dettagliato video tutorial qui sotto (anche in muto), per seguire l’intero procedimento della messa in forma, partendo dal lavaggio:

Se volete vedere la differenza che può fare la messa in forma, c’è un lunghissimo thread su Ravelry, pieno di foto “prima e dopo”, che può convincervi che ne vale la pena. Lo trovate qui, tutte le foto del progetto di Gemmaj1986 le trovate invece qui.

Vale la pena dire che mentre lana, alpaca, altre fibre animali e misti con una prevalenza di queste fibre reagiscono meglio al bloccaggio a umido spiegato qui, per bloccare altre fibre possono essere necessari procedimenti diversi. Per la seta e le fibre vegetali (comprese le fibre vegetali a base di cellulosa come il rayon e gli acetati in genere) è meglio lavare il capo, stenderlo in piano ad asciugare, quindi puntarlo e stirarlo leggermente o vaporizzarlo col vapore di un ferro da stiro o di un pulitore a vapore per la casa. Le fibre sintetiche come acrilico e nylon possono essere bloccate in modo definitivo, ossia il procedimento non va ripetuto ad ogni lavaggio, ma è definitivo.

L'autrice

Veruska

Veruska è una redattrice, una designer internazionale di modelli per uncinetto e una insegnante (talora di uncinetto, talora universitaria). I suoi lavori le succhiano la vita, le va benissimo così. Su Ravelry è sempre Veruska.

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