La recentemente defunta regina Elisabetta II ha vissuto molte vite in una, soprattutto nei suoi primi anni, in cui si vide proiettata nel ruolo di erede presunta, e poi catapultata nella Seconda Guerra Mondiale con un’intera generazione di adolescenti e giovani. Una serie di rivoluzioni che hanno coinvolto anche i ferri da maglia.

Moltissimi sanno che Elizabeth Windsor (come recitava la sua matricola) è stata la prima donna della famiglia reale inglese ad arruolarsi e partecipare attivamente allo sforzo bellico. Nel 1945, appena compuiti i 19 anni, infatti, volle arruolarsi nel servizio territoriale ausiliario. Qui fu si addestrò come meccanico e prese la patente di guida valida per camion e ambulanze. Una volta completato l’addestramento, fu promossa capitano e passò gli ultimi mesi della guerra aggiustando e guidando mezzi pesanti. Elizabeth era molto orgogliosa del lavoro fatto e ha continuato a guidare l’auto (e, occasionalmente, ripararla di persona) per parecchi anni. Guidò, in modo volutamente spericolato, una Land Rover quando ricevette in visita il principe saudita Abdullah, il cui paese, fino al 2018, non ha rilasciato la patente alle donne.

Elizabeth e Margaret (assieme all’allora regina madre Elizabeth) hanno trascorso tutta la guerra nel Regno Unito, rifiutandosi di rifugiarsi in Canada, come le aveva esortate il governo. Accettarono solo di trasferirsi in Scozia, proprio nell’amata tenuta di Balmoral, nei mesi più terribili del blitz. Per il resto del tempo, la famiglia reale risiedette a Windsor e fu attivissima, comprese le due principesse adolescenti. Tra le occupazioni che le ragazze portavano avanti c’era la lavorazione di calze ai ferri per le truppe. Alla stessa maniera, la famiglia reale rifiutò di essere esentata dal razionamento. Una condizione sicuramente meno pesante che per il resto della popolazione britannica (la famiglia aveva ampie scorte di indumenti e il parco di Windsor permetteva la coltivazione di grandi orti), ma che la face sentire più vicina alla popolazione.
Il tuo omaggio ai ferri a Elisabetta II

Gli omaggi a Elisabetta II fatti a maglia sono iniziati molto prima che la futura regina ascendesse al trono. Già nei primi anni Trenta era possibile acquistare riviste di modelli di maglia e di uncinetto che proponevano modelli simili a quelli indossati dalle giovani reali. Era una tendenza molto presente nelle riviste dell’epoca. Queste raccolte permettevano anche alla cittadinanza comune di portare capi dall’aspetto raffinato ed esclusivo.

Gli omaggi a maglia e all’uncinetto dedicati a Elisabetta II sono continuati fino a quest’anno. Infatti solo pochi mesi fa si è celebrato il giubileo di platino e su Ravelry sono apparsi un gran numero di modelli a maglia e all’uncinetto dedicati alla monarca. Jessica Holmes ha creato, ispirata proprio dalle foto di una giovanissima Elisabetta con i ferri in pugno, queste calze in onore della regina, decorate con corone, teiere, e cagnolini di razza corgi. Tom and Beryl hanno creato un set ricchissimo, con la bambola della regina, uno dei suoi cani corgi, e il trono reale. John Reynolds ha realizzato un copriteiera (mai accessorio più britannico) che rappresenta la regina in “borghese” come si vestiva nelle sue vacanze a Balmoral. Ma forse l’omaggio più grazioso e divertente è l’amigurumi della Regina Elisabetta con indosso uno dei suoi iconici, coloratissimi completi che Carla Mitrani ha pubblicato nel suo Crochet Iconic Women (acquistabile su Amazon).

