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Recensione. Maxime Print Crosa: un’occasione sprecata per calzini

Il gomitolo di Maxime Print

Un filato per calzini deve avere poche caratteristiche essenziali: deve essere resistente, non infeltrire, non fare pallini, avere dei bei colori. Ovvaimente, le prime tre caratteristiche possono essere giudicate solo sulla base dell’uso del calzino finito, l’ultima appare piuttosto vistosamente osservando il morbidissimo gomitolo di questa Maxime Print, che effettivamente è coloratissimo (forse pure troppo) e molto soffice, come afferma la fascetta stessa che specifica che questa produce  “soft socks”.

I primi problemi con Maxime Print però li ho avuti immediatamente quando ho iniziato a lavorararla: generalmente un filato per calzini ha una torsione piuttosto sostenuta che le da compattezza e resistenza. Maxime Print, purtroppo, ha una torsione piuttosto modesta con il risultato che il filato tende a dividersi piuttosto facilmente.

Il campione

Per fortuna, l’elasticità del filato è ottima, anche se la variegatura self striping (“autorigante”, produce da sola le rigature) la rende utilizzabile solo per lavorazioni molto semplici (legaccio, rasata, coste), dato che trecce e traforati si perdono completamente. Anche il colore da subito, per quanto brillante e allegro, mi ha delusa: le rigature infatti sono molto sottili; in un calzino lavorato su 64-66 maglie infatti le ripetizioni riescono a creare 2-3 giri per colore, rendendo la calza visivamente piuttosto poco interessante. Questo effetto è poco vistoso sul campione, lavorato su un numero di maglie nettamente inferiore, ma diventa molto evidente nella calza finita ed è particolarmente fastidioso nella riga a finto fair-isle, troppo sottile per sviluppare correttamente la screziatura.

Un esempio di calzino lavorato con Maxime Print

Inoltre, i due gomitoli, acquistati in una svendita, provenivano evidentemete da due bagni diversi. Sul momento non mi sono preoccupata della cosa dato che ognuno dei due gomitoli sarebbe stato usato per un calzino, rendendo poco evidente l’eventuale differenza di intensità del colore; purtroppo, i due bagni corrispondevano anche a rigature con un ordine di colori diverso (e una lunghezza delle ripetizioni leggermente diversa), cosa che mi ha reso impossibile realizzare due calzini perfettamente identici.

Clicca per visualizzare la fascetta completa

Altrettanto dolorose le note sulla fascetta, che per questo filato dichiara una lunghezza di 170 metri per 50 grammi e che richiede un ferro da 3-3,5 mm. Ora, non fosse che ho appena lavorato con un filato da calzini che ha esattamente queste caratteristiche, posso serenamente affermare che Maxime Print ha una metratura oltre i 200 metri e richiede un ferro compreso tra 2,25 e 2,75 mm. Personalmente l’ho lavorata con il 2,50 ottenendo una tensione di 37 maglie per 10 cm. La tensione dichiarata è doppiamente fuorviante: non solo è molto difficile ottenere una tensione di 20 m per 10 cm con un ferro da 3 mm, per quanto si lavori con mano molrbida e soprattutto usando un filato così sottile, ma la tensione corretta pr un paio di calzini con questo filato è radicalmente superiore, quasi doppia: io infatti ho lavorato Maxime Print a 36 maglie per 10 cm per ottenere la giusta consistenza ed elasticità.

Complessivamente, non credo che Maxime Print mi riavrà mai più, per quanto in offerta possa essere.

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DelendaC

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