Curiosità Moda e Media

Sotto al maglione, un seno in salute

12 limoni rappresentano le anomalie del seno che possono indurre il medico a chiedere una mammografia
In questo mondo frenetico tendiamo a non ascoltarci più: mi piace pensare che se una donna conosce bene tutte le parti del suo corpo sarà in grado di percepire, grazie all'autopalpazione, quando qualcosa non va e quindi passare a una diagnosi più precisa con la mammografia.
Ottobre è il mese della prevenzione dei tumori femminili. Per questo abbiamo scelto di parlare di autopalpazione e mammografia con la dottoressa Violeta Benini, una ostetrica artigiana che ci ha aiutate a fare un po’ di chiarezza su questo tema.

Violeta, perché è così importante controllarsi regolarmente il seno?

Essere consapevoli e conoscere il proprio seno è importante per individuare dei cambiamenti che ci possono essere. Tutte al mattino ci guardiamo il viso e siamo in grado di notare un nuovo brufolo o un nuovo neo, la stessa cosa dovrebbe valere anche per il seno. L’autopalpazione e l’osservazione posso rivelare le grandi modificazioni, quelle che si possono appunto vedere o toccare con mano. Purtroppo non è così specifica come una mammografia e non ha evidenze scientifiche che la reputino come valido strumento di screening come lo è la mammografia. La mammografia però è suggerita dai 50 anni in su, prima per quei “pochi” casi fuori dai grandi numeri, abbiamo le nostre mani e per chi si affida a un ginecologo o senologo, anche l’ecografia. L’autopalpazione è un esame gratuito, ci prende poco tempo e lo si fa una volta al mese, aumenta la consapevolezza di sè ed è un prendersi cura di noi stesse. Quindi perché non farla?

Violeta con uno dei suoi modelli anatomici in tessuto, in formato gigante
Violeta con uno dei suoi modelli anatomici in tessuto, in formato gigante

Autopalpazione, ecografia e mammografia sono le tecniche comunemente usate per la diagnosi precoce dei tumori al seno. Quando è bene iniziare a fare questi controlli e ogni quanto è il caso di eseguirli?

Gli studi scientifici, e le linee guida create di conseguenza, descrivono come unico metodo efficace per rilevare modificazioni “piccole” in assenza di sintomatologie, la mammografia. Questa è raccomandata per le donne sopra i 50 anni con cadenza biennale, perché è la fascia di età con maggiore incidenza e perché il tessuto mammario cambia e le immagini sono più chiare e meno soggette a falsi positivi. Per le donne tra i 40 e i 49 anni è ancora aperta la questione se possa essere efficace o meno la mammografia. Per le donne a rischio si seguono altri percorsi che anticipano l’età in cui iniziare a fare la mammografia, non consiglia prima dei 50 anni se non si rientra nella categoria a rischio, sia per la qualità di immagini sia per il rischio connesso alle radiazioni stesse della mammografia.

Quando fare l’autopalpazione

Le linee guida attualmente non reputano efficaci né l’autopalpazione né l’ecografia mammaria nelle donne, quindi consigliare una età o la frequenza in cui fare una ecografia in una donna asintomatica ha poco senso. L’ecografia riesce a individuare piccole aree di circa 4/5 mm, ma in un seno “fertile” è assai difficile fare una distinzione tra le ghiandole mammarie e il tessuto adiposo, spesso descritto come “denso”.

Forse molte si chiederanno quindi perché fare l’autopalpazione. Mi piace pensare che se una donna conosce bene tutte le parti del suo corpo sarà in grado di percepire quando qualcosa non va. In questo mondo frenetico tendiamo a non ascoltarci più e a non prestare attenzione alle piccole cose che cambiano nel nostro corpo.
Per quanto riguarda l’ecografia ha senso quando è presente una sintomatologia o devono fare un prelievo per una biopsia. Gli studi hanno dimostrato che spesso con le ecografie ci sono molti falsi positivi e aumento degli interventi chirurgici per overdiagnosis (diagnosi di “malattie” asintomatiche e prive di rischi).

Molte donne temono la mammografia, che viene spesso raccontata come un esame molto doloroso, è così?

La tetta-cuscino di Ansley Bleu
La tetta-cuscino di Ansley Bleu

Da quello che mi raccontano le donne il dolore è soggettivo e spesso dipende dalla forma, grandezza e densità del seno. Non è comunque un dolore insopportabile e sicuramente dura giusto il tempo dell’esame per poi scomparire, anche se alcune donne possono continuare a sentire fastidio. Il dolore può dipendere anche dallo stato d’animo con cui si va a fare l’esame. Più si è tese più dolore si percepirà. Magari possono essere utili degli esercizi di respirazione e rilassamento per affrontare meglio questo esame. È un esame che ci mette a nudo, sia di fronte ad operatori che alla paura di quello che può venir fuori con il risultato. Mi domando se a volte quel dolore insopportabile non sia caricato dalle paure di poter scoprire che la diagnosi sia positiva e si scelga di non fare l’esame mascherando così la paura con il dolore percepito.

Se durante l’autopalpazione una donna dovesse trovare una massa anomala, che passaggi dovrà seguire?

Chiedere al proprio medico curante una impegnativa per una visita senologica. Di solito suggerisco di andare nei centri che sono più specializzati e che vedono più casi. Il ginecologo di fiducia potrebbe non avere le competenze adatte e l’ecografia è “operatore-dipendente”, potrebbe essere un ginecologo bravissimo a individuare anomalie nelle ovaia ma non altrettanto bravo a fare una diagnosi sul seno. Inoltre quando si accede nel reparto specializzato, sanno bene come seguire le donne e quali indagini consigliare.

Diagnosi precoce e prevenzione sono concetti diversi, vuoi aiutarci a capire meglio la differenza?

La prevenzione raccoglie tutto quello che si può fare per ridurre il rischio di ammalarsi. Ad esempio per ridurre il rischio di prendersi una bronchite è meglio evitare di uscire nudi e bagnati per strada quando ci sono 5 gradi. Per ridurre il rischio di diabete di tipo 2 sarebbe opportuno avere una corretta alimentazione e fare movimento. Autopalpazione, ecografia e mammografia non riducono il rischio o evitano che qualcosa ci capiti, ma semplicemente vedono quando c’è qualcosa di diverso o anomalo.

Per quanto riguarda il cancro al seno come “prevenzione primaria” si può:

  • tenere sotto controllo il peso corporeo;
  • evitare di fumare;
  • fare attenzione con l’’uso degli anticoncezionali ormonali;
  • fare attività fisica.

In medichese si parla anche di “prevenzione primaria” (i buoni stili di vita in pratica), “prevenzione secondaria” che coincide con la diagnosi precoce e “prevenzione terziaria” quando si segue una persona dopo il trattamento per un tumore.

Potete trovare la dottoressa Violeta Benini su internet al suo sito personale e sulla pagina Facebook che cura. Tramite un secondo sito, Viologica, potete aquistare i materiali didattici e non creati da Violeta e prenotare corsi e lezioni con lei.

Notizie sull'autore

Redazione

Scrivi un commento

Clicca qui per aggiungere un commento

Iscriviti alla Newsletter!

Parliamo di…