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(#15 Strudeldì) the best of: Joji Locatelli

L’estate sta arrivando. Qualcuno penserà: “Finalmente!“, io penso… be’, per scrivere ESATTAMENTE quello che penso userei un linguaggio non consono ad una gentildonna quale sono, per cui glisso elegantemente.

Il fatto è che con il caldo ed il sole mi si abbassa la pressione e con lei la voglia di sferruzzare. E a nulla vale il fresco della sera: piombo in una specie di torpore sonnacchioso assolutamente non produttivo! Però sogno. Oooohhh sì, sogno moltissimo, mi vengono in mente un sacco di cose che potrei sferruzzare e passo ore attaccata al computer in cerca di QUEL capo che sferruzzerò quando finalmente rinfrescherà.

Visto che so di essere in buona compagnia, ecco il primo capitolo dei “best of” dei vari designer, che ci terranno compagnia fino all’autunno e che riempiranno le nostre notti estive di propositi e i nostri armadi di acquisti compulsivi.

Incominciamo, quindi, a guardare i capi più belli di Joji Locatelli, una delle designer che attualmente mi piace di più. Lei si descrive come una “semplice ragazza argentina a cui piace veramente tanto lavorare a maglia”. Riduttivo, direi…

Joji Locatelli Fading Lines

Fading Lines è un cardigan top down in sé molto semplice e lineare; è reso particolare, però, da questo mega collo a onde realizzato in gradazione di colore: trovo questo dettaglio assolutamente geniale e molto originale.

Come molti cardigan di questa designer ha una linea morbida sul davanti ed accostata sulla schiena: un taglio che dona praticamente a tutte. E, non ultimo, non deve essere troppo complicato da lavorare.

Anche la lunghezza è perfetta e lo rende adatto anche come giacca per la mezza stagione. Io lo vedo molto bene anche chiuso da una bella spilla!

Joji Locatelli Adventurous

Un altro cavallo di battaglia di Joji sono le trecce: ne usa tante, ma le accosta con grande gusto e raffinatezza. Le usa magistralmente in Adventurous, un altro cardigan che mi lascia a bocca aperta.

Decisamente non per principianti e di laboriosa esecuzione, è anche piuttosto lungo, ma volete mettere la soddisfazione di averlo finito e sfoggiarlo con orgoglio? È un capospalla (so che a qualcuna di voi la parola non piace, ma che ci volete fare, si dice così!), quasi un cappotto, che avvolge e conforta.

Io lo eleggo a “must have” da avere nell’armadio, sotto potete mettervi una maglietta e un paio di jeans e non dovrete proccuparvi di nulla!

Joji Locatelli Japan Sleeves

È noto che Joji ami molto il Giappone. In molti suoi disegni ci sono espliciti rimandi al paese del Sol Levante e il maglione Japan Sleeves ne è proprio un chiaro esempio.

Io trovo geniali queste lunghe strisce in pizzo molto lavorato che decorano le maniche e dalle quali di sviluppa poi un corpo modernissimo a righe! In questo modo il pizzo perde quest’aura di “centrino della nonna” e viene trasportato nella contemporaneità.

Anche qua un abbinamento sportivo rende questo capo perfetto per ogni giorno, anche se nessuno potrà mai dire che abbiamo addosso “solo” un maglioncino!

Joji Locatelli Manzanilla

E, continuando sulla stessa onda, ecco in arrivo un altro mio preferito: il pullover Manzanilla. Anche lui con dei motivi particolari sulle braccia (questi, geometrici, mi piacciono anche più del pizzo) e con il corpo volutamente molto semplice a contrasto.

Vorrei spendere anche due parole sui colori: Joji sceglie sempre degli abbinamenti perfetti tra punto e tinta, in modo che ognuna delle due componenti sia valorizzata al massimo.

Il pullover conferma il gusto della designer, orientata verso capi decisamente casual ma con una marcia in più!

Joji Locatelli Imagine When Concludiamo la carrellata con uno scialle: Imagine When. Ho scelto questo, tra miriadi di scialli bellissimi che ha creato la Locatelli, perché adoro assolutamente TUTTO.

La costruzione, le file ininterrotte di occhielli che non sono disposti mai a caso, i pippiolini… secondo me è uno scialle perfetto e nessuno al mondo potrà mai commentare che: “Gli scialli sono cose da vecchiette”.

Notizie sull'autore

Valentina Cosciani

Valentina vive a Trieste con il marito Paolo, i due figli Leonardo e Riccardo, e il gatto Strudel. Passa la maggior parte del suo tempo lavorando a maglia, disegnando i suoi schemi (il suo nickname su Ravelry è Tibisay) e criticando le nuove tendenze in fatto di moda.

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