Tecniche

Fair Isle e i suoi fratelli, parte II

Scritto da Alice Twain

Oggi ci addentreremo in una serie di stili di lavorazione fair isle e affini meno noti ma che ci riservano delle sorprese interessanti.

Continua il viaggio alla scoperta della maglia a colori con altre tecniche di lavorazione Fair Isle (o Jacquard, o stranded).

Settimana scorsa abbiamo affrontato gli stili più popolari di lavorazione a due colori, stranded, Fair Isle o Jacquard che dir si voglia. Oggi ci addentreremo in una serie di stili affini meno noti ma che ci riservano delle sorprese interessanti.

Bohus

Questi capi sono stati realizzati dalla Capi originali della cooperativa Bohus Stickning

Capi originali della cooperativa Bohus Stickning

Negli anni Trenta, come reazioni alla crisi, nel distretto minerario di Bohuslän nel nord della Svezia, le donne si organizzarono nella coperativa Bohus Stickning, che iniziò a produrre maglioni in angora dallo stile singolare. I capi, di solito a sprone tondo presentavano busto e maniche monocrome (di norma eseguiti a macchina) e un cerchio con intricati motivi a più colori (lavorato a mano). La peluria dell’angora impedisce di creare motivi graficamente nitidi come nelle lavorazioni morvegesi, ma permette cromatismi interessantissimi. Questi cormatismi vengono ulteriormente accentuati dall’inserimento di alcune maglie a rovescio che creano l’illusione di ferri lavorati con tre colori. La cooperativa Bohus Stickning ha chiuso alla fine degli anni Sessanta, ma resta possibile lavorare il proprio maglione Bohus seguendo le istruzioni dei modelli presenti su Ravelry.

Armenian knitting

La copertina del libro di Swansen e Williams

Il libro di Swansen e Williams che ha reintrodotto lo stile Armenian

Uno dei più popolari modelli della stilista Elsa Schiaparelli è il maglione con un grande fiocco in bianco su campo nero, imitatissimo. La tecnica usata per ottenere quel motivo è rimasta enigmatica finché, non molti anni fa, è stata riscoperta e rielaborata con il nome di Armenian knitting da Meg Swansen e Joyce Williams. Si tratta di una tecnica stranded, in cui uno dei colori è costantemente intessuto sul retro e fermato ogni 4 maglie. Questo stile permette di creare grandi motivi che sembrano a intarsio, ma lavorati in tondo e senza cuciture. Swansen e Williams hanno attribuito il nome “Armenian knitting” a questa tecnica perché il grosso delle lavoranti della maison Schiaparelli erano di origine armena.

Lopapeysa

Maglione islandese di Ysolda

Ysolda Teague indossa il suo Lopapeysa

In Islanda vive una razza di pecore dalla lana caldissima che viene tosata a fine inverno e processata in un’azienda di stato che quindi distribuisce la lopi (si pronuncia “lopa”) in tutto il mondo. Con questa lana vengono prodotti i Lopapeysa, i maglioni tipici islandesi. In realtà anche questa volta la tradizione non è così antica, dato che si è sviluppata solo nel XX secolo. I Lopapeysa hanno caratteristiche simili ai Bohus, ma il filato rende i loro motivi molto più nitidi. La lana usata non è mobidissima ma, grazie al fatto che contiene ancora i peli di guardia, è eccezionalmente calda, praticamente indistruttibile e impermeabile. Se vi volete industriare, potete usare creare il vostro maglione personalizzato!

Cowichan

Il cardigan Cowichan di Starsky

Il cardigan Cowichan di Starsky

I nativi del nordovest americano, al confine tra stato di Washington e Canada, già praticavano la tessitura di caldissime coperte usando il filato ricavato dal vello dei loro cani. Tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo le donne (e anche gli uomini) di queste popolazioni appresero il lavoro a maglia nelle scuole delle missioni e lo applicarono al filato delle pecore dal loro allevate in sostituzione dei cani, la cui razza si era estinta, e ai motivi tipici della loro cultura. Così sono nati i maglioni Cowichan, la cui produzione ha supportato la sopravvivenza di queste popolazioni ma anche la perpetuazione della loro cultura. I Cowichan sono lavorati con lana nei colori naturali, filata in gross stoppini morbidi e caldissimi, e i motivi usati sono un misto di motivi norvegesi e disegni tradizionali delle popolazioni Salish e Cowichan.

Il maglione cowichan più famoso è sicuramente quello del Drugo di Big Lebowski, ma è impossibile scordare anche quello indossato da Paul Michael Glaser per Starsky e Hutch.

Maglia andina

Un classico chullo

Un classico chullo

Terminiamo questa ricca carrellatadi stili con la maglia andina, l’uccello del paradiso di queste tecniche. Le popolazioni native delle Ande hanno infatti fatto propria la lavorazione a maglia, su cui hanno trasposto i colori e i motivi tipici dei loro tessuti. Il risultato sono soprattutto i chullos, i cappellini coloratissimi e dalle forme insolite che servono anche a distinguere una popolazione dall’altra. La lavorazione (resa più semplice dall’adozione della lavorazione Portuguese, con i fili attorno al collo) si esegue con filato in alpaca dai colori vivaci, combinando anche tre o più colori nello stesso ferro. I chullo spesso comprendono anche pizzi, perline e ricami aggiunti a capo finito.

La prima parte di questo articolo è disponibile qui.

L'autrice

Alice Twain

Lavoro a maglia da diversi anni, tengo corsi di livello avanzato e su tecniche peculiari, disegno modelli, sono tra le fondatrici del gruppo stitch and bitch Milano (ci trovate su http://maglia.blogspot.com/). Ho scritto il manuale minimo di maglia "Ai ferri corti", il mio blog personale è http://ferricorti.wordpress.com/.

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