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Nemico pubblico: difendersi dalle tarme

Un'illustrazione che ritrae tarme degli abiti
Le tarme sono piccole farfalline i cui bruchi mangiano la lana e altre fibre di origine animale. Come possiamo difenderci da questi insetti?
Un'illustrazione che ritrae tarme degli abiti
Un’illustrazione che ritrae tarme degli abiti

Le tarme sono piccole farfalline i cui bruchi mangiano la lana e altre fibre di origine animale. L’infezione da tarme avviene per contatto diretto tra indumenti, fibre e filati “infetti”: è possibile prendere le tarme comprando capi o gomitoli già infetti, ma anche sui mezzi pubblici (il nostro capo in lana viene a contatto con un capo infestato e ne cattura alcune uova) o in molti altri modi. Non tutte le fibre attirano parimenti le tarme: sono particolarmente golose di cashmere e di lana merino finissima, mentre sono meno attratte dalle lane rustiche o trattate, o addirittura dalle lane tinte con pigmenti naturali, tuttavia tutte le lane o comunque tutte le fibre animali possono essere attaccate dalle tarme. Attenzione, però! Le fibre vegetali come il cotone sono indenni da questi parassiti (anche se ne hanno di propri) mentre le fibre sintetiche o artificiali sono virtualmente esenti da attacco.

Vediamo allora come difenderci da questi sgradevoli insetti.

I metodi naturali contro le tarme

Una tarma degli abiti
Una tarma degli abiti

Senza scomodare la chimica ci sono molte essenze che creano un ambiente sgradito alle tarme. I più popolari sono sicuramente la lavanda e il legno di cedro, ma tra i profumi che risultano loro sgraditi ci sono anche l’alloro, la cannella, il chiodo di garofano, le bucce d’arancia. Un arancio ricoperto di chiodi di garofano e lasciato seccare, appeso nell’armadio, difenderà gli indumenti contenuti per tutta la stagione. Aiutano anche a tenere lontane le tarme i foglietti di Carta d’Eritrea inseriti nei cassetti o appesi nell’armadio o le resine aromatiche come per esempio il benzoino o l’incenso, anche questi chiusi in sacchetti e mescolati agli indumenti o appesi nell’armadio. Attenzione, però! Questi prodotti non uccidono le tarme già presenti, si limitano a creare nei nostri armadi un ambiente a loro sgradito, riducendo il rischio di infestazione. Unica eccezione la canfora naturale, che tuttavia è diventata ormai difficile da trovare (perché tossica per ingestione) e molto costosa.

Le armi chimiche

Riconoscere i danni da tarme
Riconoscere i danni da tarme

In commercio ci sono numerosi prodotti antitarme. Bando alla vecchia naftalina che, per quanto efficace, era decisamente poco gradevole all’olfatto! I nuovi antitarme chimici hanno profumi delicati e piacevoli o sono indori. Attenzione, tuttavia, a seguire attentamente le avvertenze, a lavarvi le mani dopo averli usati e a sostituirli in modo regolare per evitare che perdano di efficacia. Tutti questi antitarme sono efficaci come dissuasori, al pari dei prodotti naturali, ma alcuni sono anche utili come veleno per le tarme. Ovviamente, se ingeriti sono tossici anche per l’uomo, per cui teneteli ben lontani dai bambini e dagli animali domestici.

I metodi a barriera

Uno dei metodi più efficaci e meno inquinanti per difendersi dalle tarme è poi quello di custodire gli indumenti e i gomitoli confezionati in sacchetti di plastica (o anche di carta, purché integri e ben chiusi). Investite in molti sacchetti del tipo ziplock, quelli cioè con una sorta di chiusura lampo all’imboccatura. Usateli per conservare i capi uno a uno o in coppie nell’armadio, oppure usate un sacchetto per ciascun filato dello stash (le scorte “da maglione” nei sacchetti più grandi, i gomitoli o le matasse a gruppi di due o tre) ed estraete il filato solo al momento di usarlo. Se metterete una piccola quantità di antitarme anche nel singolo sacchetto avrete una doppia sicurezza (utile qualora la casa sia già infetta). In questa maniera, le eventuali infezioni resteranno circoscritte ai filati di un singolo sacchetto e non potranno diffondersi sul resto dello stash o ai capi. Una volta usato il filato, potrete riutilizzare il sacchetto, purché integro e privo di uova, per altro materiale.

Notizie sull'autore

Alice Twain

Lavoro a maglia da diversi anni, tengo corsi di livello avanzato e su tecniche peculiari, disegno modelli, sono tra le fondatrici del gruppo stitch and bitch Milano (ci trovate su Blogspot). Ho scritto il manuale minimo di maglia "Ai ferri corti", il mio blog personale è Ferricorti.

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