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Tarme – parte seconda: l’infestazione!

Un indumento devastato dalle tarme
L'invasione da tarme. Cosa fare quando le farfalline svolazzano per tutta casa e i nostri capi, accessori e gomitoli sono ricoperti di uova e larve?
Un indumento devastato dalle tarme
Un indumento devastato dalle tarme

Nel precedente articolo abbiamo visto come evitare l’infestazione da tarme.

Potrebbe però accadere la catastrofe: l’invasione da tarme dovuta a una coinquilina poco pronta a cogliere i primi segni di infestazione o a un armadio non ripulito a dovere. Cosa fare quando le farfalline svolazzano allegramente per tutta casa e i nostri capi, accessori e gomitoli sono ricoperti di uova e larve?

È vitale, nel momento della scoperta, quando sarete in preda al panico, non toccare niente e non cominciare a spostare nulla o gettare tutto all’aria: questi comportamenti rischierebbero di spargere ulteriormente le uova in giro.

I materiali per la decontaminazione

Dopo i 5 legittimi minuti di isteria, procuratevi:

  • dei guanti (io ho usato quelli di lattice, ma anche dei guanti da cucina penso possano andare bene. Potete anche non metterli, ma dato che vi dovrete continuamente lavare le mani, impediranno che vi si rovini la pelle;);
  • moltissime buste di plastica (sacchi dell’immondizia e sacchetti della spesa), del nastro adesivo e degli ziplock (questi ultimi non sono indispensabili, ma facilitano alcune operazioni);
  • del Lysoform o una macchina per la pulizia a vapore;
  • una paletta o equivalente per uccidere le farfalline e, se la zona infestata non è direttamente esposta al sole,
  • una lampada che faccia molta luce;
  • dell’antitarme forte in grandi quantità (se l’infestazione è in atto, vi servono le armi chimiche).

Separare i capi infestati

Una tarma degli abiti
Una tarma degli abiti

Preparate 3 grossi sacchi di plastica, prima di iniziare a toccare la lana. Accendete la luce e puntatela sulla zona da decontaminare. Ora infilate i guanti. Con sistematicità, cercando di non scuotere quello che toccate, esaminate con molta cura, al dritto e al rovescio, i capi e gli accessori. Esaminate accuratamente i gomitoli, aprendo bene il filo, e le matasse, sciogliendone la treccia, ma senza smatassarle (non è necessario).

Mettete in un sacco tutto ciò che è sicuramente infestato da uova, larve o da cui volano via farfalle, in un altro sacco tutto ciò che potrebbe essere stato contaminato (per vicinanza, perché vedete buchi sospetti, perché da lì è spuntata una farfallina), in un terzo sacco metterete tutto ciò che non è stato contaminato (perché sigillato nella plastica o perché acrilico o fatto di fibre non animali). Dalla mia esperienza è risultato che le tarme non amano il mohair, che quindi io personalmente considero a basso rischio d’infestazione.

Chiudete il sacco infestato e il sacco a rischio; non sigillateli, dovrete riaprirli presto.

Durante questo processo, come ho detto, lavatevi spesso le mani (o i guanti), per ridurre al minimo il rischio di contaminazione. Se avete visto film apocalittici su questa o quella pandemia che rischia di spazzare via l’intera razza umana, sapete già di cosa sto parlando e sapete che queste precauzioni non sono inutili.

Ora che avete i vostri 3 grossi sacchi, allontanate quello sano dalla zona dove avete fatto la cernita. Se lo ritenete necessario, infilate in buste più piccole pochi oggetti per volta e sigillatele con il nastro adesivo (questo è il momento, se li avete, di usare gli ziplock).

Fatevi un caffè o una tisana, rinfrancatevi e fate qualche minuto di stretching.

Isolare il materiale a rischio

Tornate ora ai sacchi nella zona contaminata. Allontanate il sacco potenzialmente a rischio da quello infestato. Apritelo, ricontrollatene accuratamente il contenuto. Lavatelo, se possibile nel modo che descriverò sotto. Una volta lavato, steso in una zona non contaminata (io ho steso in balcone) e asciugato, il contenuto del sacco andrà suddiviso, come per il sacco non contaminato, in ziplock o buste che poi sigillerete. In questo modo, se è parzialmente infestato e non ve ne siete accorte, l’infestazione resterà circoscritta nelle varie buste sigillate. Prima di chiudere ogni busta, inserite antitarme in quantità, in modo da uccidere qualunque parassita eventualmente presente. Chiudete il sacco, sigillandolo. Preparatevi a riaprirlo un mese dopo per un controllo di routine.

Decontaminare i capi e i filati

Tornate ora al sacco infestato e reparate una busta più piccola. Esaminatene il contenuto. Alcuni oggetti saranno irrecuperabili, mangiati in più punti o orribilmente ricoperti di uova e larve. Buttateli nella busta piccola, che poi sigillerete e porterete immediatamente fuori di casa. Gli oggetti restanti andranno sottoposti a un trattamento brutale, o almeno è quello che io ho fatto e ne sono uscita, apparentemente, vincitrice.

Qui di seguito inizia la parte del film dove il medico pazzo salva l’umanità con trattamenti sperimentali pericolosi e che la comunità scientifica disapproverebbe, se fosse sopravvissuta all’epidemia. Insomma, vi dico quello che ho fatto io per uccidere uova e larve, ma non è certamente l’unico metodo e non conosco nessun’altra che l’abbia testato. Posso solo dirvi che l’infestazione, a distanza di mesi, risulta debellata.

  • Lavate tutto a mano, in una soluzione di Lsyoform e alcol etilico. Abbondate. Lasciate a mollo per un’oretta. Risciacquate e ripetete il lavaggio. Questo trattamento farà perdere qualsiasi elasticità alla lana, ma nel mio caso non l’ha danneggiata in altro modo, non l’ha indebolita e non ha stinto i colori. Fate asciugare. Se l’elasticità del filato è un elemento indispensabile e a cui non volete rinunciare, potete saltare questo passaggio, ma lavate comunque i capi per eliminare quante più uova possibile e seguite con ancora maggiore attenzione i passaggi successivi.
  • Mettete i vari oggetti in buste sigillate e mettetele nel freezer. Se sono molte e non ci entrano, nelle buste restanti inserite antitarme in quantità e sigillatele bene, in attesa del loro turno nel freezer. Prima di mettere le buste in freezer, quando sarà il loro momento, togliete l’antitarme e sostituite la busta: non volete certo contaminare il cibo!
  • Lasciate nel freezer per 2 settimane le buste, poi apritele, controllatene il contenuto per verificare che non ci siano uova e larve o farfalline morte ed esponetele alla luce del sole, meglio se estivo. Se non potete, comunque controllatene il contenuto e fatelo arieggiare. Se trovate uova o larve e farfalline, richiudete e rimettete in freezer per altre 2 settimane almeno. Se non trovate nulla, dopo aver fatto arieggiare, scongelare ed eventualmente asciugare dall’umido il contenuto delle buste, richiudetele con abbondante antitarme e mettetele via. Controllate dopo un mese se l’infestazione è stata debellata.

Alcune persone, in assenza di sole, suggeriscono un giro nel microonde, ma non ho idea dei risultati che questo possa ottenere o delle temperature e dei tempi da rispettare. Se avete un microonde, però, valutate l’idea di documentarvi in merito.

E dopo? Come evitare che l’infestazione si ripresenti

Allo stesso tempo, dovete ovviamente pulire gli ambienti infestati, che siano armadi, cassapanche, scatole, espositori. Pulite bene, molto bene, potrebbero essere rimaste delle uova o delle farfalline in giro. Usate il detergente più aggressivo che il materiale da lavare può sopportare o, meglio ancora, il pulitore a vapore. Lavate con cura, fate asciugare e lavate di nuovo.

Se tenete lo stash separato dalla zona infestata, dovete controllare comunque anche il vostro stash, ripetendo le operazioni sopra.

Probabilmente per qualche tempo vedrete ancora delle farfalline aggirarsi smarrite. Uccidetele senza pietà, ricordatevi che è una lotta tra loro e il vostro pregiato stash. (Se l’infestazione è causata da amici, coinquilini, compagni, siamo disposte a testimoniare che eravate con noi in caso di loro sparizione.)

Per il futuro, conservate comunque indumenti e filati in buste di plastica e con dell’antitarme.

Per finire, per nessunissima ragione portate i vostri filati a un destash o a uno swap né donateli a chicchessia fino a quando non sarete certe al 100% di aver debellato le tarme. Agli Stitch and bitch portate preferibilmente fibre vegetali o comunque filati che avete la certezza non siano entrati in contatto con i parassiti. Basta un uovo per spargere il contagio. Non diventate il paziente zero, ricordatevi che fine facevano gli untori.

Notizie sull'autore

Veruska Happysloth

Veruska è una redattrice, una designer internazionale di modelli per uncinetto e una insegnante (talora di uncinetto, talora universitaria). I suoi lavori le succhiano la vita, le va benissimo così. Su Ravelry è sempre Veruska.

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